Caffe

Che cosa è la caffeina?

Cos'è la caffeina?

Una domanda che ci siamo sempre fatti, quasi tutti. Siamo soliti immaginare la caffeina come una sostanza scura ma in natura, allo stato solido, si presenta come una soffice polverina bianca o come cristalli prismatici lunghi.

La risposta quindi è: C8H10N4O2, una formula molecolare… ma non ti annoieremo con dettagli chimici, andiamo a vedere di cosa si tratta.

Cenni storici

Scoperta per caso agli inizi del 1800 da un chimico tedesco di nome Runge a seguito di un incontro con un grande bevitore ed estimatore di caffè, un certo J.W.Goethe, il quale lamentava l’insonnia prodotta dalla bevanda. Il chimico incuriosito da questa rivelazione decise di isolare la molecola da chicchi di caffè e le ha dato un nome “Kaffein”, da lì tradotta in italiano “Caffeina”.

La caffeina è ritenuta la sostanza psicoattiva più diffusa e più consumata al mondo ed anche legale in tutti i paesi. Una sostanza stupefacente utilizzata sia a scopo ricreativo che medico, un vero e proprio stimolante per il sistema nervoso centrale.

Assumiamo caffeina da foglie, semi e frutti da svariate piante quali caffè, cacao, te’, cola, guaranà e mate e, di conseguenza, nelle bevande da esse ottenute, ma quanta ne possiamo assumere e quale caffè contiene più caffeina?

Tipologie di caffeina

Iniziamo con definire la distinzione tra le tipologie di chicchi di caffè estratti in natura per produrre la nostra amata bevanda scura.

Piante popolari

Sono due le specie di piante più coltivate: la Coffea Arabica e la Coffea Canephora (conosciuta anche come Robusta). Ognuna delle due ha le sue caratteristiche che, combinate anche insieme, donano la miriade di gusti disponibili sul mercato.

L’Arabica, originaria dell’Etiopia, cresce ad altitudini maggiori, è meno sensibile agli attacchi di parassiti, meno presenti a quelle altezze; mentre la Robusta, originaria dell’Africa occidentale, ed oggi coltivata in quasi tutti i paesi della fascia intertropicale, cresce anche a basse quote con temperature che a volte superano i 30gradi, che la rendono più esposta ad attacchi di parassiti, insetti e funghi.

Per entrambe le specie, la caffeina oltre ad essere una protezione contro funghi e batteri, è un potente insetticida naturale che rende sterili molti insetti distruttivi.
Possiamo provare l’effetto anche a casa, mettendo dei fondi di caffè esausti nelle nostre piante ed ottenere un ottimo risultato contro zanzare, ragni ed altri insetti – ne abbiamo parlato qui.

Quindi possiamo dire che lo sviluppo della caffeina dipende dalla necessità della pianta di difendersi da attacchi esterni.

Contenuto di caffeina

Il risultato? L’Arabica è più dolce, leggera e fragrante e contiene una percentuale di caffeina che si attesta essere intorno all’1,5%. La Robusta, invece, ci regala una tazzina cremosa, intensa e molto più forte grazie alla percentuale dello stesso alcaloide che si attesta essere quasi il doppio dell’Arabica.

Quindi la tipologia di caffè che contiene in assoluto più caffeina è la Robusta, anche in un blend, ovvero una miscela delle due specie, più percentuale ci sarà di Canephora più la nostra tazzina sarà cremosa, decisa e ricca di caffeina, ma se utilizzo una sola specie la quantità di caffeina può variare anche a seconda dei metodi di estrazione?

Certo che sì!

Moka, caffè espresso, caffè filtro, caffè turco e altri metodi, oltre a dare diversi gusti, hanno anche una concentrazione diversa della caffeina. Entrano in gioco altre variabili quali la temperatura dell’acqua, il tempo di infusione, il grado di macina del chicco ed ovviamente il volume della tazza.

Se bevi un caffè espresso di pura arabica non troppo lungo il contenuto di caffeina sarà sufficiente a tenerti un po’ più sveglio, attivo e con un umore migliore. A differenza di un espresso estratto più lungo dove il contenuto di caffeina, e di acidità, è maggiore.
Oppure concediti un ottimo caffè filtro dove la quantità di caffeina anche in rapporto al volume del liquido ingerito è leggermente maggiore.

Il decaffeinato

Discorso a parte riguarda il decaffeinato, dove invece la caffeina è completamente neutralizzata attraverso alcuni trattamenti chimici e non, di cui dedicheremo un articolo a parte.

La curiosità sul deca è che fu inventato anch’esso da un tedesco, figlio di un assaggiatore di caffè, agli inizi del 1900 e dopo pochi anni commercializzato con un nome molto conosciuto: “Hag”, iniziali della stessa azienda.

Una recente scoperta potrebbe farci dire addio a tutti i processi, più o meno naturali, che ci permettono di preparare o gustare una deliziosa tazza di decaffeinato.

Agli inizi degli anni ‘0 in Camerun, africa centrale, è stata scoperta una pianta che potrebbe rivoluzionare il mondo della produzione del caffè, la Coffea Charrieriana, unica pianta del caffè ad essere naturalmente priva di caffeina. Deve il suo nome al ricercatore francese Charrier che ha passato gran parte della sua vita professionale allo studio del caffè presso l’IRD francese durante gli ultimi trent’anni del secolo scorso.

Un chicco privo del famoso alcaloide eviterebbe tutto il processo di decaffeinizzazione che spesso oltre alla caffeina toglie gran parte del gusto alla nostra amata bevanda scura.

In conclusione, se vuoi assumere meno caffeina scegli sempre la specie Arabica 100%, in un espresso di volume compreso tra i 20 ed i 30 ml potremmo avere dai 50 ai 100 mg di caffeina, dose che ti può permettere di assumere dai 4 ai 6 caffe al giorno.
Rimanendo sempre nella convinzione che il miglior caffè da scegliere è sempre quello che soddisferà di più il tuo palato.

Buon Caffè e…
Fai con Karma

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